Museo Zeppelin, la memoria dei dirigibili

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Museo Zeppelin © Andrea Lessona

Museo Zeppelin © Andrea Lessona

Dalla gondola dell’LZ 129 Hindenburg, la scaletta scende stretta e ripida: in punta di piedi ne salgo i dieci gradini d’acciaio leggero, ed entro nei resti ricostruiti del più famoso dirigibile della storia: quello di cui il museo Zeppelin custodisce fattezze e ricordi.

Si trova qui, tra i quattromila metri quadrati della vecchia stazione ferroviaria di Friedrichshafen. Qui, in questa cittadina della Germania meridionale sul lago di Costanza, dove nel 1996 è stata aperta la struttura museale che ne ospita la memoria.

Una memoria scritta dall’ingegno del suo creatore: il conte Ferdinand Adolf Heinrich August Graf von Zeppelin – l’uomo che, perfezionando l’idea nata francese nel 1852, realizzò la prima aeronave ad armatura rigida. O, più semplicemente, dirigibile.

Dalla fine dell’800, le sue immense creature iniziarono ad alzarsi in volo proprio qui fuori. Dapprima con qualche difficoltà, poi sempre più leggiadre. Sino a quando, nel 1908, dopo la firma di un lauto contratto con l’esercito, iniziò il periodo più luminoso della sua storia.

Decine di migliaia di passeggeri solcarono il cielo del mondo in oltre 1500 viaggi. Poi, la guerra. Impiegato nel primo conflitto mondiale, l’aeromobile fu usato per esplorazioni e bombardamenti.

Superato dagli aerei, lo Zepplin riconquistò prestigio nell’aviazione civile unendo l’Europa agli Stati Uniti in cinque giorni e Rio de Janeiro in quattro. Il conte era ormai morto da vent’anni ma le sue creature gli sopravvivevano invincibili.

Almeno sino al tragico 9 maggio 1937. Fu quello il giorno in cui l’LZ 129 Hindenburg alle 19:25 prese fuoco cercando di atterrare a Lakehurst nel New Jersey: in 36 secondi, i suoi 245 metri di lunghezza e quasi 47 di larghezza bruciarono struttura e futuro. I 35 morti su 97 tra passeggeri e membri dell’equipaggio causarono la fine del trasporto su dirigibile.

Oggi, la gondola ricostruita rivive qui, nel museo Zeppelin: mentre attraverso la cabina sotto il pallone rigido, mi sembra di attraversare il tempo. Dai finestroni panoramici, immagino le nuvole basse. Nel salone sento le chiacchiere dei nobili, nelle stanze da letto i loro sogni che si confondono con i miei.

Poi, il risveglio per poter vedere il resto della struttura museale che ospita la più grande collezione al mondo sulla storia e la tecnologia dell’aviazione: dagli inizi del dirigibile al rapporto uomo-tecnologia.

Il museo Zeppelin vanta inoltre la gondola motore originale dell’LZ 127,, oltre 1500 reperti fotografie d’epoca, documenti, registrazioni originali vecchie pellicole che continuano a raccontare una storia che oggi sembra rinascere da sé.

Dal 2001, aeromobili più piccoli di quelli originali hanno ricominciato a solcare il cielo lasciando cadere la loro inconfondibile ombra sul lago di Costanza. Proprio qui, dove tutto cominciò salendo una scaletta stretta e ripida.

Per approfondire:
Wikipedia

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